sabato 21 novembre 2009

HO UNA PROPOSTA CHE NON POTRA' RIFIUTARE!

Drin….drin...!!!

Daddy: “Pronto?”

Signorina: “Buonasera signore, sono della sua compagnia telefonica. Posso disturbarla per proporle l’ultima offerta che potrebbe interessarla?”

In questi tempi non si butta via niente, e poi, quando sono di buon umore, mi piace cogliere ed analizzare le sottili strategie che adottano oggigiorno le società pur di appiopparti qualcosa.

D: “Mi dica, la ascolto”

S:“Allora, abbiamo questa promozione solo per lei, visto che è nostro cliente da molto tempo. Le inviamo a casa gratuitamente il decoder, il nostro tecnico lo installerà completamente gratis, lei avrà 4 mesi per provarlo gratuitamente. E se dovesse piacerLe, potrà trattenerlo pagando un importo fisso per sempre. Se invece al termine dei 4 mesi non dovesse essere interessato, nessun problema, basterà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno e riconsegnare il decoder al rivenditore più vicino a lei.”

D: “Bene. Interessante. Cosa ci faccio con questo decoder?”

S: “Potrà vedere, on demand, tutti i film che vorrà, i documentari per i bambini, musica, intrattenimento e molto altro.”

D: “Bene, se voglio vedere un film, mi costa qualcosa, visto che già pago il fisso?”

S: “Cero, in base al tipo di film che sceglierà.”

D: “Bene. Allora per cosa pago il fisso?”

S: “Per avere il servizio”

D: “È lo stesso che mi dà la videoteca sotto casa (con la differenza che non devo scendere le scale)…ed il costo dei film è il medesimo!!!….e se volessi recedere dal contratto?”

S: “Nessun problema, lo potrà fare in qualsiasi istante, anche tra vent’anni. Il costo sarà fisso, per sempre, di soli 20 euro”

D: “Bene, ma anche se dovessi disdire all’interno dei 4 mesi di prova gratuita?”

S: “Beh, certo, è sempre una disdetta!”

D: “Cara mia, allora mi spieghi perché mai dovrei accettare una proposta gratuita se poi gratuita non è visto che in ogni caso mi costerà 20 euro?”

S: “Quindi non le interessa?”

D: “Onestamente non ne vedo la convenienza”

Non molla...

S: “Allora posso proporle quest’altra offerta? Un televisore Modello XY….!”

Guarda caso sto giusto cercando...

D: “Mi dica…”

S: “Le invieremo a casa gratuitamente il televisore e lei potrà pagare a rate mensili da ca. 18 euro in 3 anni con addebito sulla bolletta e nemmeno si accorgerà dell’acquisto”

Si parla di ca. 650 euro e la cosa mi puzza. Mi ero già informato su quel target.

D: “Mi dica esattamente il nome del modello che mi propone”

S: “Modello XYZ bla, bla, bla…”

sì, lo conosco e mentre lei elenca le caratteristiche, mi butto in internet per fare una rapida verifica sui primari siti del settore. I comparabili non danno scampo: il prezzo di mercato è universalmente omogeneo, tra i 490 ed i 500 euro.

D: “Signorina, mi spieghi perché mai dovrei acquistare da voi un televisore che mi costa oltre 100 euro in più rispetto allo stesso identico modello che trovo in negozio?”

S. con voce offesa: “Eh, che lo paga a rate!!!” …..

Anche i negozi...e a tasso zero!!!

venerdì 20 novembre 2009

LE 4 STAGIONI...E 1/2...DI SCRITCH


Scritch: "Papà, che stagione è oggi?"

Daddy: "Oggi...siamo in autunno. Cos'è tipico dell'autunno?"

S.: "Pioggia, nebbia, foglie che cadono..."

Parte l'interrogatorio....

D.: "Bravo, e dopo l'autunno cose c'è?"

S.: "Mmmmh...l'inverno!!"

D.: "Bravo, cos'è tipico dell'inverno?"

S.: "La neve, natale, la neve..."

D.: "E dopo cose c'è?"

S.: "La primavera! Si svegliano gli animali, gli alberi...svegliamo anche il nostro riccio??"

D.: "No, per carità, si sveglia da solo quando vuole. E dopo cosa c'è?"

S.: "L'estate, con il mare, il caldo, la piscina..."

E per concludere il giro delle stagioni, volendo verificare che il cerchio venga ripreso...

D.: "E dopo cosa c'è....? C'è...."

S.: "....."

S.: "....il MIO COMPELANNO!!!!!"


D.: O_o

lunedì 19 ottobre 2009

ABITUDINI ANTUNNALI... DURE A MORIRE

Prima vera domenica pre-invernale. Con il freddo quest’anno è tornata anche la voglia di una tradizione che era in voga in casa SuperMaxi prima che nascesse Scrtich: il Brunch. Esso prende spunto dalle classiche ed abbondanti colazioni tedesche, che mischiano il sacro al profano, ma che ti lasciano sempre sazio e soddisfatto.

Sveglia alle 9 circa, adesso che Scritch, per nostra fortuna, sente il bisogno di dormire più a lungo la domenica. Il tempo di giocare e coccolarci un po’ nel lettone e si sono fatte praticamente le 10. Quando siamo belli svegli e metà mattinata è ormai quasi passata, inizia la fase di preparazione della tavola che al termine dei “lavori” presenterà:

  • tazza di uovo sbattuto per Scritch (sbattuto per un quarto d’ora da un Superdaddy con la tendinite ai polsi, accidenti a me!!),
  • uovo sodissimo per me,
  • crepes fumanti fatte da Chihuahua da condire con nutella, marmellate o miele,
  • piadine scaldate al forno da riempire con formaggi freschi e salumi
  • caffè, latte, the e spremuta
  • muesli e yogurt
  • stamattina è apparso pure il salmone affumicato (in Germania l’avrebbero mangiato), ma oggi sembrava davvero eccessivo!!

Ovviamente non ci si abbuffa con tutto, ma si assaggia diligentemente ogni prodotto, giusto per togliersi lo sfizio e soddisfare le papille gustative.

Il vantaggio del Brunch è che dopo, una volta sazi, non si sente l’esigenza di mangiare altro potendosi godere l’intera giornata di sole senza interruzioni culinarie.

Infatti oggi, alle 11.30, considerato il tempo fantastico e la temperatura “frizzante”, abbiamo deciso di impegnare Scritch in una gita fuori porta. E per non farlo stare da solo con noi, abbiamo chiamato un suo amico a farci compagnia.

Ci siamo diretti verso Proserpio, sul Lago di Como, su indicazioni di un mio collega che abita da quelle parti, perché volevamo andare a colpo sicuro…ed infatti così è stato: dopo 15 minuti di passeggiata in mezzo ai boschi, nel più totale silenzio ad eccezione di qualche verso di animali da pascolo udito in lontananza , ed una breve arrampicata che ci ha portato su una pianura un po’ distante dal sentiero, eccoci arrivati a destinazione.

Il sole filtra delicatamente attraverso le foglie, che stentano a mantenere il proprio colore, illuminando con visibili fasci di luce tutto l’ambiente, mentre l’occhio inconsciamente scruta le profondità del bosco nella vana speranza di incontrare gli abitanti della foresta, ma il fruscio delle foglie secche e macerate che calpestiamo senza attenzione rendono (insieme alle grida dei bambini) altamente improbabile qualsiasi incontro. Allora non ci resta che concentrarci sulla nostra missione principale, il motivo per cui ci siamo riuniti in quel posto: raccogliere le castagne!!

Nessuno di noi ne è davvero ghiotto (maron glaces a parte!!), ma è sempre divertente passare qualche ora genuinamente insieme per partecipare ai soliti concorsi che questa disciplina sportiva prevede e per cui sono previsti ricchi premi (primo premio: una pacca sulle spalle con un applauso collettivo). Vince chi contemporaneamente:

· trova la castagna più grande, il CASTAGNONE

· raccoglie il numero maggiore di castagne “mangiabili”

· conta più spine nelle dita

Dopo 4 ore di passeggiate su e giù dalla montagna, quest’anno possiamo dire che non c’è stato alcun vincitore (nonostante la raccolta di diversi chili di marroni), anche se Scrtich ed il suo amico hanno decisamente collezionato il maggior numero di spine che la storia moderna ricordi: Scritch infatti, oltre alle dita, annovera tra le sue dolorose spine anche una cinquantina di punture sulla coscia destra essendo impropriamente scivolato, in fase di discesa, su un bel mucchio di gusci di castagne nascosti tra le foglie traditrici, conficcandosi gli aculei pure attraverso i spessi jeans.

Ciò nonostante si sono divertiti un mondo ed è questo che più conta. Chihuahua ed io, invece, ritenendoci ormai delle carrette, abbiamo terminato la giornata con un bel bagno caldo per alleviare i nostri vergognosi dolori muscolari, soprattutto alle spalle, a causa dei sacchetti e degli zaini pieni di castagne che abbiamo portato su e giù per i pendii.

sabato 5 settembre 2009

IN VACANZA CON DADDY - PARTE III° ED ULTIMA

Capitolo 3: Car rental & Fincas

CAR RENTAL
Siamo tutti insieme: Chiuhuahua ha finito di lavorare neanche 24 ore prima e finalmente si riposa. Scritch non vede l’ora di cacciare granchi e paguri e ha già chiesto un retino. Io ho proprio voglia di scoprire quella parte dell’isola che non sono riuscito ad esplorare 5 anni prima, considerata l’età di Scritch di allora.
Sbarchiamo a Palma, ci accolgono solo 37 gradi ed un vento caldo e afoso…praticamente è come essere ancora a Milano. Il volo è andato liscio, i bagagli arrivano subito. Andiamo all’ufficio del noleggio auto presso il quale abbiamo prenotato un’autovettura qualche mese prima. É quasi ora di pranzo e si decide già dove e cosa mangiare non appena avremmo ricevuto l’auto. In fondo ci sono solo 8 clienti prima di noi, ci vorrà poco….
...dopo tre quarti d’ora passati a leggere riviste in spagnolo risalenti al periodo delle Pesetas, aver giocato con Scritch a "Strega comanda color", inviato i 4.000 messaggi ad amici e parenti ed avendo visto gestire solo 2 clienti, provo a chiedere timidamente il motivo di tale lentezza. Mi sorridono candidamente come se la risposta fosse ovvia: “mancano le auto!”“Come mancano le auto?!?!”.. una sola parola che ultimamente si sente sempre più spesso “Overbooking señor!”….
...no, non sono pronto pure per questo…non oggi, non dopo la mattinata appena trascorsa.
“Mi scusi, ma almeno, anche se con lentezza, le macchine arrivano oppure proprio non ci sono?”. Spallucce di incertezza e sorriso di circostanza è la risposta di rito. Decido di avere pazienza e di non farmi prendere subito dalla rabbia…in fondo sono in vacanza per rilassarmi.
Passa un’altra ora ed ho più volte assistito ai primi accenni di ribellione da parti di altri turisti che la pazienza l’hanno persa, eccome. La risposta dei dipendenti è sempre la stessa: Spallucce di incertezza e sorriso di circostanza.
Finalmente è il mio turno, sono passate due ore da quando sono in coda. Mi siedo col sorriso sulle lebbra nascondendo il nervoso che aveva inziato a salire. Cerco di avere un comportamento di complicità con l’impiegata, assicurandole di comprendere la sua posizione in una una giornata così dura, ma che l’importante è avere pazienza. Mi viene a sostenere moralmente Manuel che la saluta con un sorrisone….presa!!! Grazie alla presenza di Scritch riusciamo ad evitare il tentativo di assegnazione di un auto di categoria inferiore a quella prenotata convincendo l'impiegata a darci un’auto di categoria superiore, allo stesso prezzo, in mancanza della mia.
Evvai, finalmente qualcosa che gira per il verso giusto.
Il pranzo è ovviamente saltato, passando direttamente alla merenda.


FINCA
Giungiamo a casa: quest’anno per economizzare, mia zia ci ha offerto la sua casa a Maiorca, lasciandoci di fatto solo le spese dell’aereo e dell’auto (e ovviamente del parcheggio al Terminal 1, argh!!).
La casa è fantastica: è nascosta su una collina immersa in un’ampissima pineta all’interno di un villaggio di golf. Per cui, gli unici rumori che si sentono oltre agli animali sono una soffocato “PAK” in lontananza dei giocatori di golf.
E’ grandissima, ha due terrazze enormi e addirittura una piscina profonda in cui Manuel imparerà ad immergersi come un apneista, seguendo e superando le orme del papà.
L’unica nota negativa è che ci si può muovere solo in macchina, perché siamo proprio fuori dal mondo: nessun negozio, 15 km dal mare, nessun ristorante. Vabbè, chi-se-ne-frega, penso. Intanto mangeremo quasi sempre fuori casa, in modo da far riposare soprattutto Chihuahua...in fondo, sono anche le sue ferie!!
Ahhhhh...finalmente la vera vacanza ha inizio...

Nota: È il 12 agosto, dicono sia la notte in cui si vedono maggiori stelle cadenti rispetto a San Lorenzo. E allora quale scelta migliore se non mettersi sulla terrazza, buio pesto, sdraiati sul lettino a guardare il cielo limpido e contare tutti e tre le stelle che in rapida successione sfrecciano da una parte all’altra dello spazio. Sarà una vacanza davvero all’insegna della semplicità…

Gli altri giorni sono stati giorni tipici e non costellati da disavventure particolari: giornate passate alla ricerca della caletta azzurra perfetta, poco frequentata, con una lingua di sabbia incastonata tra pareti di roccia rossa, nelle cui acque azzurre cercare stelle marine, razze, murene, ecc. Giorni di mare intervallati da escursioni in parchi o riserve naturali, visite all'acquario, al safari (di nuovo!!) e ai carattersitici paesini arroccati ai piedi della Serra Tramontana (Valdemossa e Deia in primis)...1.500 km di esplorazioni insaziabili.

venerdì 4 settembre 2009

IN VACANZA CON DADDY - PARTE II°

Capitolo 2: multipiano


Giunto in tempo record a Malpensa e scaricato Chihuahua e Scritch con annesse valigie per permettere loro di imbarcarsi, mi metto di corsa alla ricerca del parcheggio.

Le indicazioni chiarissime dei cartelli mi segnalano “parcheggio sosta lunga/breve” ed io, ingenuamente, le seguo fiducioso della professionalità delle società che operano attorno e dentro Malpensa: d'altronde si sa, Malpensa è uno dei principali Hub italiani, se non addirittura europei, che accoglie ogni giorni migliaia di turisti nazionali e stranieri. Pertanto mi illudo che sia organizzata in modo tale da facilitare il più possibile le persone che hanno la “fortuna” di andare a trovare l’aeroporto.


Bene, come dicevo, seguo le indicazioni, che al momento raggruppano entrambi i parcheggi - sosta breve e sosta lunga – che mi conducono su una strada a corsia singola a senso unico di marcia che curva per un breve tratto…poi, quando ti aspetti di vedere dei cartelli che ti aiutino a scegliere l’opzione “breve” o “lunga”, ecco che improvvisamente ti ritrovi di fronte a 6 caselli!!

Con la coda dell’occhio intravedo una piccola stradina che si allontana sulla sinistra e a stendo leggo solo le prime 2 righe della miriade di cartelli: “parcheggio breve sosta”, “scoperto visitatori”, “…”…non faccio in tempo a leggere gli altri distratto dallo schieramento casellante. D’altra parte, se di là (a sinistra) è il settore dedicato alla “breve”, questa sarà la “lunga”.


Mi fermo inebetito in mezzo alle sei corsie in cerca di un essere umano a cui chiedere un'informazione, ma a quell’ora di quel giorno di agosto solo il deserto potrebbe essere più desolato. Mi avvicino alla flotta di cartelli che adornano le sbarre dei caselli e leggo:


“ogni frazione d’ora: 5 euro”, “fino a 24 ore: 28 euro”, “oltre le 24 ore: euro”…??


Oltre le 24 ore??? Il nulla!! Mi giro nuovamente attorno, ma non c’è anima viva. Come diavolo faccio a capire quanto mi costeranno 15 giorni….??? Purtroppo non ho il tempo materiale per filosofeggiare sulla carenza di informazioni più precise e non ho la mente abbastanza lucida per ipotizzare alcuni calcoli matematici, così, in mancanza di altro proseguo, ritiro il biglietto e parcheggio al coperto. In precedenza avevo visto su internet che i parcheggi scoperti di solito costano circa il doppio di quelli scoperti… quindi calcolo che lo scherzo dell’aeroporto sbagliato mi costerà circa 120-150 euro…ma d’altro canto, considerata la situazione, credo che pagare un piccolo sovrapprezzo pur di non perdere il volo sia purtroppo un MUST.


30 minuti dopo parte l’aereo….



…15 giorni dopo…



….sono le dieci di sera, per un disguido siamo stati in ballo quasi 8 ore e siamo molto stanchi. Non si vede l’ora di tornare a casa e buttarsi a letto.

Cerco il biglietto del parcheggio, lo inserisco nella cassa automatica….bip…bip…*20,00 euro….

aspetta che devo avere gli occhiali sporchi, non riesco a leggere bene….strofino la lente, alzo la testa…

...no, no!!!! Ci leggo benissimo!!!! …..


…. 420,00 EURO!!!!!...


Chihuahua evita a stento lo svenimento e per reazione contraria le si alza la pressione ed inizia a sbraitare con un certo aplomb inglese:

“EHHHHH!!!!....MA COSA SONO???...LADRI?!?!”“MI RIFIUTO DI PAGARE. USCIAMO SENZA PAGARE!! CHE POI VENGANO A CERCARMI!!"…”FAI COSI', TI INCOLLI ALLA MACCHINA CHE ESCE DAVANTI A TE COSI' NON PAGHIAMO!" sono le sue esclamazioni razionali.


“Certo cara, perché non sfondare direttamente la sbarra!!”, replico io, “così poi, oltre a dover comunque saldare la sosta, ci toccherà pure pagare la cauzione per uscire dal carcere!”


Di uffici informazioni aperti alle dieci di sera all’aeroporto più grande del nord Italia, neanche a parlarne, così, pagati a malincuore la somma, per pura curiosità ripetiamo il percorso fatto 15 giorni prima e scopriamo che il piccolo svincolo sulla sinistra, quello con la sfilza di cartelli, al terzo posto, mezzo nascosta da un rigoglioso cespuglio, il cartello indicava timidamente “lunga sosta”….


Quindi ricordate:

se andate a Malpensa-Terminal 1, dovete sperare di non avere MAI fretta, procedere sempre a 15 km/h in modo da poter leggere il romanzo dei cartelli con tutta calma e sperare di non essere stranieri ignoranti della lingua italiana. La punizione potrebbe essere molto costosa….


Questa esperienza mi ha portato a subire la medesima sorte di molte grandi società: dopo aver agito per tanti anni in tutta autonomia supportato dalla fiducia degli azionisti (l’organizzazione delle vacanze è sempre stato un mio compito), d’ora in poi, ahimè, subirò per un periodo indefinito il commissariamento da parte di Chihuahua… :-)))

martedì 1 settembre 2009

IN VACANZA CON DADDY - PARTE I°

Che vacanze quest'anno! Nulla di eccezionale da riportare, ma belle nella loro globalità. Partite con i giorni insieme a Scritch e concluse con 15 giorni tutti insieme su un'isola davvero interessante.


Alcuni episodi però meritano di essere narrati, sia per la drammaticità di alcuni momenti, sia per le particolarità di alcune esperienze. Per non appesantire troppo i post, li riporterò poco per volta.


Capitolo 1: aeroporto


Monza, ore 5.30 del mattino.

Ho appena effettuato il web-check in per il nostro volo. Imbarco previsto alle ore 8.00, destinazione Palma di Maiorca. Sveglio Scrtich e Chihuahua, le valigie le ho preparate la sera prima e sono già in macchina. Rapida doccia a tre e si parte….direzione Bergamo-Orio al Serio. In mezz’ora siamo all’aeroporto, parcheggio l’auto in uno dei parcheggi attorno all’aeroporto già sperimentati con successo in altre occasioni,scarico le valigie sul carrello e ci fiondiamo nell’area “check-in”. Cerchiamo sui vari monitor il nostro sportello….no, su questo tabellone non c’è….no, quì nemmeno….ma…dove diavolo sono finiti tutti i voli della Air-Berlin?! Mi sorge un dubbio che si concretizza nel momento in cui decido di controllare bene i dettagli della prenotazione…..


…la partenza…...è......da....

...Milano (Malpensa)!!!!!!

Sgrano gli occhi, incredulo...."Come Milano-Malpensa?!?"

Guardo Chihuahua e le dico: “Corri!!!!” mentre spingo con tutta la forza il carrello delle valigie zigzagando tra la gente….sembro Usain Bolt sui 100 metri!!! Ed in tempo di record pago la mini-sosta alla cassa automatica, corro a prendere la macchina….azz, l’uscita è dalla parte opposta di dove ho lasciato i membri della famiglia a guardia delle valigie…fai tutto il giro…non ci sono altri ingressi e ci sono troppe macchine in coda…faccio un’inversione a “U” in netto contrasto con il codice della strada e metto le quattro frecce accostando l’auto sotto il cartello del divieto di fermata, proprio a due passi da Chiuahua e Scritch…scendo dall’auto e mi fiondo sulle valigie che vengono gettate letteralmente nel bagagliaio. Chiuhuahua scuote la testa dicendo con il suo solito innato ottimismo: “cosa corri, che intanto abbiamo perso l’aereo!”

…io non getto la spugna senza lottare e li carico in macchina….VIA! Riprendo l’autostrada…sono le ore 6.36… vorrei schiacciare sull’acceleratore, ma ci sono i Safty Tutor a vigilare…spero di non trovare traffico o rallentamenti.

Nel frattempo cerchiamo di contattare la compagnia aerea per avvisare che avendo fatto il web check-in garantiamo la nostra presenza in aereo…casomai con le nostra valigie nella cabina piloti…Il customer service non ride, ma poco ci manca, comunque non possono far nulla, e ci ripetono che dobbiamo confermare la nostra presenza entro le 8.00….sono le 7.15…il tempo stringe…superiamo la barriere di Sesto San Giovanni….ci immettiamo sulla Milano-Varese…finalmente l’uscita di Busto Arsizio….


Solo in curva noto un cartellone di rilevamento della velocità indicante la massima consentita: 40 km/h….azz’… mi rileva 98 km/h… forse sto un po’ esagerando….spero comunque di non perdere la patente!!!


In lontananza scorgiamo gli aerei e la struttura di Malpensa…Scritch, divertito dalla corsa, urla felice "papà, il nostreo aereo!!" - "Sì cucciolo, ci siamo quasi" ….

Imbocchiamo l’uscita Terminal 1, ovviamente quella più lontana, e ci inseriamo nella corsia “PARTENZE”….

Non ci credo, siamo arrivati…sono le 7.54…ce l’abbiamo fatta!!!!


Diciamo che a parte il rischio di divorzio minacciato da Chihuahua durante la traversata della Lombradia, la giornata è iniziata decisamente in modo rocambolesco.



Note: la mia certezza sulla partenza da Orio al Serio deriva dal fatto che sono più di 5 anni che voliamo per vari motivi con Air-Berlin (che partiva solo da Orio essendo una compagnia aerea low-cost), ad eccezione dell’ultimo anno, periodo in cui la Air-Berlin, guarda caso, si è trasferita a Malpensa abbandonando completamente Bergamo. …


La morale di questa esperienza: mai dare nulla per scontato!!! Anche quello che potrebbe esserlo… ;-)

martedì 11 agosto 2009

EVVVVVAI!!

Dopo 12 giorni tosti di pre-vacanze occupate come da post precedente (è divertente sì, ma anche molto stancante), tra 6 ore si parte per le ferie vere e proprie, quelle intese con l'intera famiglia!!
Ci si ri-legge tra un paio di settimane.


Ciaooooooo.....!!!

venerdì 7 agosto 2009

L'IMPEGNATIVA ATTESA DELLE VACANZE

Quest’anno, sia per motivi economici dell’azienda, sia perché ho voglia di farmi finalmente delle vacanze lunghe (negli ultimi tre anni si sono fatte sempre due settimane di ferie consecutive in continuo contatto telematico e telefonico con l’ufficio), mi sono preso tutto il mese di agosto di ferie.
Chihuahua però non ha la stessa possibilità e quindi, anziché smembrare la famiglia andando con Scritch al mare o in montagna lasciando Chihuahua sola - come peraltro si è fatto per qualche giorno negli anni passati, mi sono organizzato per riempire le giornate mie e di Scritch in modo piacevole e divertente (ma non rilassante) in attesa che si parta poi tutti insieme per due settimane per Maiorca.
Il periodo è tale per cui molti parchi divertimento (Gardaland e siti nelle vicinanze del mare esclusi) sono meno frequentati. Io odio la ressa e le code interminabili che mi rendono nervoso soprattutto perché si sta in fila sotto il sole e perché ci sono i soliti “furbi” che mi fanno ribollire ogni volta il sangue. E siccome non ho voglia di rovinarmi le giornate con Scritch, ho scelto di usare questo periodo per scoprire quei luoghi con maggior serenità.
Così ho fatto scegliere a lui i posti che vorrebbe visitare, in base al suo interesse e compatibilmente con i flussi migratori estivi (es. acquario di Genova nel weekend assolutamente escluso!!!).
Siamo andati a giocare a Mini-golf, ci siamo rovinati sulle corde del Jungle-Raider, ci siamo divertiti al Cowboyland, Sabato abbiamo in programma il Safari Park di Pombia (sperando nella predilezione della gente per il mare), domenica il Parco Ittico Paradiso, lunedì andremo a divertirci al Gardaland Waterpark di Milano (ex Acquatica), e martedì, dopo aver preparato le valigie per le vacanze marittime, vedremo se avremo il tempo di tornare al Parco della Preistoria, posto che Scritch ama tanto.
Un programma denso ed impegnativo, con il quale spero di poter far divertire e svagare Scritch (e non solo lui!!).
Nelle ore libere, invece, Scritch mi aiuta nei lavori passandomi gli attrezzi o dandomi indicazioni su come procedere. Se il lavoro riesce bene, il premio è un tuffo nella piscinetta, corredata da:
- gara di immersioni per vedere chi raccoglie più monetine,
- corso di nuoto,
- gara di schizzi (con conseguente abbassamento del livello dell’acqua) e
- lancio dello Scritch…
Molto meglio delle solite vacanze al mare, o no?!?!?

Non so se queste attività mi diano il riposo che vorrei, ma so che lui ogni sera, dopo che gli ho letto alcuni capitoli de “Ventimila Leghe Sotto I Mari” (un libro azzeccatissimo considerata la sua smisurata passione e curiosità per gli animali del mare) mi abbraccia fortissimo e con tutta la dolcezza possibile, dicendomi che ha passato una bellissima giornata con me, e questa è la miglior gratifica per tutta la fatica fatta.

domenica 26 luglio 2009

L'USO DEL CALCIO BALILLA PER SCRITCH

Martedì, nel tardo pomeriggio, mi chiama Chihuahua in ufficio.
C.: “Sto andando al Pronto Soccorso con Scritch!”
D.: “Ma cosa è successo?!”
C.: ”Sono andato a prenderlo all’oratorio e solo quando gli ho chiesto spiegazioni per il suo anomalo stato silenzioso, con le lacrime agli occhi mi ha confessato di aver sbattuto la faccia contro il muro nel tentativo di recuperare la palla da calcio. Quelli dell’oratorio non se ne sono nemmeno accorti e la pediatra ha già chiuso lo studio. Siccome ancora adesso non riesce ne ad aprire bene la bocca, ne ad estrarre la lingua, ne a deglutire, e considerando che Scritch continua a lamentarsi per il forte dolore (di solito non è un bambino di facili lagne) ho deciso di portarlo al Pronto Soccorso per verificare bene il trauma.”
Parto di corsa dall’ufficio perché so che Scritch in questi momenti preferisce avermi vicino: riesco a confortarlo e tranquillizzarlo maggiormente rispetto a Chihuahua che invece trasmette più ansia.
Giungo in ospedale proprio quando stanno chiamando Scritch nella sala 3 ed assisto al racconto dell’accaduto. I medici guardano bene il viso, ma non riescono a comprendere la dinamica…ed onestamente nemmeno io.

Scritch infatti lamenta dolori sul lato destro della mascella, sotto l’orecchio. Nel dubbio si va quindi di lastra per verificare eventuali traumi o microfratture…niente di niente da segnalare.

Non avendo altri esami da fare, ci liquidano con il consiglio di utilizzare la tachipirina per alleviare il dolore e con un semplice “se domani avrà ancora dolore, portatelo al reparto Maxillo Facciale!”…(reparto che io impropriamente abbino alle plastiche facciale in seguito ad incidenti!)
Torniamo a casa, Scrtich si sdraia sul divano con del ghiaccio sulla parte dolente. La somministrazione dello sciroppo è una sofferenza, dato che la deglutizione gli crea immensi dolori….non capisco proprio come mai un colpo sul viso gli possa far male nel deglutire!! Comincio ad immaginarmi malsane alternative al racconto di Scritch - probabilmente condizionato dalle notizie che si sentono ai tg - e così inizio a credere che magari lo hanno picchiato o sbattuto contro uno spigolo per poi minacciarlo di non dirlo a noi. Però non è il momento di interrogarlo.
Si va a letto, il farmaco inizia a fare effetto e Scritch si addormenta alle undici.

Alle due si risveglia a causa di forti fitte che lo svegliano di soprassalto e lo fanno piangere. Non so come tranquillizzarlo. Non c’è modo di alleviare il dolore, sempre focalizzato sotto l’orecchio. Iniziamo a credere ad un’otite…i sintomi sono i medesimi. Dopo mezz’ora di continui attacchi chiamiamo la Guardia Medica per verificare se ci sia la necessità di portarlo di nuovo al Pronto Soccorso per ulteriori visite oppure se ci siano le condizioni per aspettare l’indomani. Il medico dall’altra parte della linea (probabilmente più per evitare problemi che per convinzione) consiglia un secondo giro all’ospedale…e via…si ritorna al PS, ma questa volta, nonostante l’attesa sia davvero breve, mancano i medici principali , tra cui l’otorino.

Torniamo a casa, nel frattempo la tachipirina ha fatto nuovamente effetto e torniamo a dormire. Sono le cinque di mattina.
Restiamo in dormiveglia per controllare lo stato di Scritch, che però dorme sereno fino alle nove. Nel frattempo Chihuahua chiama il Don per farsi raccontare la dinamica dell’incidente in modo da poterla riportare in modo corretto ai medici, immaginando a questo punto che Scritch abbia omesso o dimenticato alcuni dettagli. Il Don, dopo un giro di domande e di telefonate, ci racconta una versione lievemente differente da quella ufficiale:
Don: “C’è stata una bambina che ha assistito all’incidente. Afferma che stavano giocando a tenere la manopola del calcetto tra i denti per sentire la vibrazione durante il rullio, quando “inavvertitamente” la bambina ha urtato la parte opposta della stecca facendo di colpo entrare la manopola in bocca a Scritch, colpendolo…”
Restiamo allibiti…per due motivi: primo, che diavolo ci ha raccontato Scritch, secondo…ma che ca*** di giochi fanno?!
Scritch, assistendo alla telefonata, confessa subito precisando tra le lacrime che la bimba lo ha però “fatto apposta” mimando il colpo dato alla stecca con la mano aperta. Questo però è un altro problema che affrotneremo in seguito.
Dopo una tranquilla spiegazione (tra mie mille imprecazioni mentali per il dolore inutile che ha dovuto sopportare e gli esami inutili effettuati) in cui gli faccio capire l’importanza di dire sempre la verità a maggior ragione quando si tratta di incidenti in cui qualcuno si fa male, Scritch se ne esce con: “avevo paura che fosse qualcosa di grave e che mi avreste portato all’ospedale…!
“…!” O_o

Adesso tutti i tasselli iniziano ad incastrarsi…e adesso sappiamo con certezza in che reparto andare.
Infatti la visita dall’otorino conferma: lesione sulla parte della lingua che si congiunge in fondo con il palato, motivo per la difficoltà di deglutire e di fare le pernacchie. Probabilmente è stato toccato anche il nervo della mascella, che gli ha creato la difficoltà nell’aprire la bocca.

Conclusione: dopo 24 ore di totale dieta da cibo e liquidi, Scritch è tornato per due giorni alla sua primissima infanzia mangiando pappette ed omogeneizzati. Il silenzio regnava sovrano. Oggi ha ripreso finalmente a mangiare anche cibi solidi… ed a parlare come e più di prima...purtroppo ;-)

Chihuahua si è preoccupata un po’ per la situazione, ma se torno indietro con la mente pensando a cosa combinavo io in quell’età (o meglio, da quell’età in poi!), ho il timore di dirle “Amore, preparati, questo è solo l’inizio” ;-))

sabato 11 luglio 2009

SCRITCH E' CRESCIUTO

Guardo Scritch mentre dorme. E’ sdraiato supino sul divano, il ginocchio sinistro è piegato e la mano destra è nascosta dietro alla nuca. Nel braccio sinistro stringe il peluche del coccodrillo, il suo preferito. È tutto sudato. Stasera ha voluto addormentarsi con noi sul divano, aveva la “coccolite”, ci ha detto, ogni tanto gli capita e in questi casi le carezze che gli diamo a letto per farlo addormentare non bastano. Ha bisogno del contatto fisico. Allora si sdraia schiacciato tra me e la spalliera, tutto stretto, per sua scelta. Poi, quando sento il respiro pesante e la bocca inizia ad aprirsi, sintomatico di quando si addormenta a pancia in giù, mi sposto per lasciargli più spazio e lo osservo per un po’ prima di portarlo nel suo letto.


Com’è cresciuto il mio campione.


È diventato grande, ormai ha superato tutti quei grandi ostacoli dei primi anni di vita, e adesso noto come i suoi ragionamenti diventano sempre più complessi ed articolati e la curiosità per le cose che lo circondano continua ad aumentare tanto quanto le nostre risposte diventano più complicate ed esaurienti.


Quando leggo sui blog i progressi dei bambini più piccoli di Scritch in quei momenti mi rendo conto degli anni che sono passati e dei tanti traguardi che sono stati raggiunti. Molti giochi che avrei voluto fare o racconti che avrei avuto il piacere di narrare, ma che non ho avuto modo di organizzare, mi rendo conto che ormai sono obsoleti per la sua età. Nonostante abbia dedicato molto tempo a Scritch ho sempre la sensazione di aver “perso” molto della sua vita. Si parla di qualità del rapporto, che credo e spero di aver valorizzato giorno per giorno, ma ciò non mi consola se penso che non potrò più recuperare quei momenti che mi ero preparato mentalmente. La qualità è sì importante, ma acquista un valore maggiore se accompagnato con una adeguata quantità. Ci lavorerò sui nei periodo prossimo.


Tra poco più di un mese Scritch compirà sette anni e anche se ogni tanto ha atteggiamenti da bambino piccolo (me ne accorgo confrontandolo con i comportamenti dei suoi compagni di classe) non posso far altro che constatare che ha però superato la fase infantile. Comincia ad esprimere i propri piaceri e le preferenze non accettando più passivamente alcune nostre scelte; nonostante gli piacciano ancora le coccole, inizia pian piano a preferire i racconti (spesso riguardanti la mia vita… chissà perché gli interessa così tanto?!) e le lotte sul letto; inizia ad manifestare una certa voglia di libertà chiedendo di poter andare con la Omi, la nonna tedesca, una volta in montagna, una volta in tenda in campeggio in Francia o di essere lasciato a casa di un amico per la notte.


Il mio campione cresce e come ogni genitore vorrei fermare il tempo per potermelo godere così com’è ancora per un po’. L’ho sempre pensato, in ogni fase della sua crescita: da quando Scritch era piccolissimo avrei sempre voluto cristallizzare certi momenti credendo che fossero i periodi più belli in assoluto e che il futuro mi avrebbe privato di certi sentimenti e situazioni. Poi però ho scoperto che ogni fase ha i suoi aspetti unici, irripetibili e, con grande stupore, sono sempre “i più belli”.

Osservo Scritch sul divano e mentalmente lo accosto a quando era appena nato… mi commuovo...sì, il mio campione è proprio cresciuto … come il mio amore incondizionato e viscerale nei suoi confronti

martedì 7 luglio 2009

ESTATE = PISCINA

Ahimè, puntualmente con l'arrivo del caldo spunta l'ormai consueta domanda di Scritch:
"Papà, quand'è che monti la piscina?"
L'incubo di ogni estate: LA PISCINA
Non è nulla di che: è una di quelle semplici, tonde, autoportanti, che si alzano man mano che sale il livello dell’acqua, ca. 3,7m di diametro per 90cm di altezza. L’importante che la si monti in un punto piano, in “bolla”, senza pendenze…. praticamente tutto il contrario del giardino di casa mia, dove ogni pavimento pende senza pietà verso i vari pozzetti di scarico.

Così, un’attività divertente e teoricamente di rapido realizzo (sulla carta), diventa un’odissea interminabile, soprattutto, come nel mi caso, se viene svolta in solitario….ma d'altra parte come si fa a dire di NO ad un soggetto che ti sveglia sabato mattina all’alba, con un visino tutto sorridente, saltellante ed esaltato manco l’avesse punto uno stormo di vespe, che non riesce a contenere la gioia per la certezza dell’accoglimento del suo desiderio nel brevissimo futuro …???
E così eccomi buttare al vento un weekend tra travetti e assi, tra mattoni e teloni, tra corse contro il tempo per evitare la scrosciate di pioggia estive e ustioni di terzo grado per l’esposizione della pelle al sole di mezzogiorno …

Bene, anche quest'anno è andata!! … La piscina è in bolla e la struttura in legno e mattoni pare regga il peso…è l’ora di mettere finlamente l’acqua.

La fatica viene presto premiata.
Nel pomeriggio di domenica vengono a trovarci due amici di Scritch, che aveva già autonomamente invitato, rassicurandosi si da subito che portassero il costume. Dopo aver spiegato loro le regole della piscina, la cui rigidissima osservanza è obbligatoria, eccoli tuffarsi come pesci e con finta incuranza della temperatura nell’acqua ancora ghiacciata.

“Ma non è ancora troppo fredda, l’acqua?”, chiedono i genitori all’unisono…
”Nooooo!!!!!” urlano loro a squarciagola.
Anche se l’acqua è effettivamente freddissima visto che il sole non ha ancora fatto in tempo a riscaldarla nemmeno un po’, gli eroi sembrano non curarsene saltellando come matti ed immergendosi ripetutamente.

Poi ogni tanto escono dalla piscinetta e corrono a giocare sotto i nebulizzatori, una struttura casereccia improvvisata assemblata con travetti di legno riciclati, avanzati di tubi d’irrigazione ed ugelli nebulizzatori residui dall’impianto della serra di qualche anno fa. Ai bambini piace da morire perchè ci vedono sempre l'arcobaleno.

Quando vedo queste scenette, in questi momenti gli acciacchi e le ferite causate dall’opera titanica di costruzione sembrano perdere di intensità ed una voglia di voler tornare bambino prende il sopravvento, concludendosi con un “VENGO ANCH’IO!!!!!” non più contenibile ed un liberatorio tuffo tra le gelide acque.

martedì 23 giugno 2009

PROPRIO COME FRANKESTEIN

No, non sono morto.... anche se sono decisamente stanco: mi trovo attualmente in una fase di transizione mentale che mi mantiene in uno stato di eterno ebetismo.
Inoltre l'arrivo dell'estate (che mi trascina sempre più spesso fuori casa) e l'acuirsi della situazione negativa della società (che mi offusca giorno dopo giorno la serenità della mente), sono due condizioni che non mi permettono di dedicarmi come vorrei al mio piccolo spazio…

...ma come il Dott. Frankenstein cercherò di ricomporre la mia presenza, pezzo dopo pezzo, nel tentativo di ridare nuova vita alla mia creatura…

http://www.youtube.com/watch?v=mEcTGb2w3yA

...beh, speriamo con premesse migliori di quelle di Frankenstein Jr. ...

sabato 30 maggio 2009

LA PANCIA DI PAPA'


Scritch: "Papà, cosa bevi?"

S.Daddy: "Il frullato di cacao che mi ha consigliato un'amica. Sai, papà sta cercando di perdere un po' di peso"

Scritch: "Perchè?"

S.Daddy: "Perchè, vedi, ho un po' di pancetta che vorrei sparisse"

Scrtich: "Mi fai vedere?"

Mi sdraio sul divano e sollevo la maglietta. Scritch tampurella a mano aperta...

Scritch: "Boing, boing... è così molle che sembra lo Schifidol...!!!"

S.Daddy: "---"








mercoledì 27 maggio 2009

PASSIONE D'ALTRI TEMPI

Scritch, si sa, è appassionato di lavoretti e di giochi di costruzioni, soprattutto dei Lego. Proprio come ai tempi in cui ero piccolo io e mia madre raccoglieva tutti i pezzi e pezzettini dei Lego nelle scatole riciclate del Dixan o simili, anche oggi i mattoncini vengono raccolti in appositi contenitori per essere poi prontamente riversati integralmente sul pavimento alla ricerca del pezzo perfetto.
Però una volta terminati i primi 250.000 prototipi dei vari mezzi di trasporto partoriti dalla fervida fantasia dell’erede, altre nuove idee iniziavano o a scarseggiare o ad essere ripetitive. Così abbiamo iniziato a lavorare a quattro mani: il risultato sono stati transatlantici futuristici, macchine del tempo, robot un po’ rigidi, ecc. il tutto costruito con pezzi alla rinfusa.
Volendo incentivare questo inesauribile interesse per le costruzioni, poco prima di Natale mi sono messo alla ricerca di un altro gioco molto in voga ai miei tempi che mi aveva appassionato parecchio quando ero piccolo: il Meccano!!
Sì, siamo quei genitori che prediligono il riutilizzano i giochi della propria infanzia a quelli elettronici dei nostri tempi. Non è per partito preso, anche perchè non intendo escluderlo dal mondo moderno, ma tra qualche anno, andando a casa di amici e compagni di scuola, già so che cambierà da solo gli interessi spostandosi sul tecnologico e ci vorrà poco per colmare la sua attuale astinenza. Il nostro tentativo è solo quello di fargli notare che ci sono però anche altri giochi, giochi che hanno fatto impazzire anche me e che a quanto pare, senza alcuna forzatura, fino ad oggi sono piaciuti anche a lui.
La ricerca del prodotto è stata in ogni caso molto dura, in quanto il prodotto non è più in commercio, nè nei negozietti, nè nei grossi centri dedicati ai giochi. Alla Toys mi hanno addirittura guardato come se fossi un marziano dicendomi che non hanno in catalogo giochi così vecchi….”vecchi”?!?!?
Così, cerca di qua, naviga di là, su internet ho trovato l’unica società, fortunatamente vicino a casa mia, che commercia il Meccano originale.
Ero titubante quando ho notato che le fasce di età non contemplavano i 6 anni: le scatole 4+ erano ormai decisamente obsolete, le 8+ troppo impegnative, il 12+…..vabbè, lasciamo stare!
Ho voluto azzardare e mi sono buttato su una scatola 8+ che prevedeva la realizzazione di 15 diversi modelli, di cui oltre la metà sapevo sarebbero stati di gradimento di Scritch: la ruspa, l’elicottero, l’aereo supersonico, la gru, ecc.
A Natale gli abbiamo fatto la sorpresa, massimo entusiasmo, ma poca praticità nel maneggiare la brugola e la chiavetta (effettivamente molto piccoli). Il primo modello, l’aereo supersonico, l’ho costruito io cercando di coinvolgere attivamente Scritch, riuscendoci, ma senza che questa attività desse nuovi stimoli o interesse per altre realizzazioni. A quel punto ero certo di aver sbagliato regalo, consapevole di non poter trasferire le mie passioni a mio figlio certamente con interessi più “avanzati” di miei.
Invece, diversi mesi dopo, si è riaccesa la curiosità: una sera, un mese e mezzo fa, tornando a casa dal lavoro, vado a salutarlo in cameretta e lo vedo intento a smontare finalmente l’aereo.
Papà, guarda, lo sto smontando che la pinza (brugola, ndr) perché voglio fare la gru, tutto da solo!”
I miei occhi si sono illuminati e mi sono ripromesso di non intervenire se non su esplicita richiesta ed effettiva difficoltà, per non togliergli il divertimento. Ebbene, Scritch non mi ha quasi mai chiamato, se non solo per assicurarsi che le viti fossero ben salde.
Raramente l’ho visto così appassionato per qualcosa: dopo la gru, stasera ha finito la ruspa dopo oltre due settimane di lavoro. Ogni sera, prima di andare a letto, nei giorni di pioggia o dfi malattia, o prima dei pasti, lo si poteva vedere intento a leggere con attenzione le istruzioni, vitina e brugola in mano, seguendo le illustrrazioni. La lingua era nascosta sul bordo della bocca, tic sintomatico di tanta concentrazione, e di volta in volta rientrava per lasciare spazio ad un canticchio distensivo.

Sembra felice e soddisfatto.
"E c'è scritto per bambini di 8 anni, e io invece l'ho fatto con 6, hai visto?!", mi ha detto tutto orgoglioso stasera.
Chissà... potrà aiutarmi a montare qualche mobile? ;-)

lunedì 25 maggio 2009

LA PROMESSA

Venerdì scorso, saranno state poco dopo le 6 del pomeriggio, mi trovo nelle campagne dalle parti di Morimondo, un grazioso paesino all’interno del verdissimo Parco del Ticino. Il sole tramonta più rapidamente della calura.
A un certo punto osservo un uomo sui trentacinque - con scarpe da ginnastica, jeans, polo e zaino sulle spalle - costeggiare gli innumerevoli canali che irrigano i campi di mais e grano. Il suo sguardo è perso nell’acqua, come se fosse alla ricerca di qualcosa. Passa quasi mezz’ora a cambiare canaletti e a scarpinare con evidente difficoltà tra l’erba alta, fino a quando, ad un certo punto, lo vedo accovacciarsi mentre si guarda furtivo intorno, e prendere in mano la piccola asticella che usciva dallo zaino, che si rileva poi essere il manico di una rete. Non sembra tanto una rete da pesca, quanto più probabilmente una vecchia rete per catturare le farfalle.
Ma cosa diavolo vorrà fare?
Si accovaccia prima sulle ginocchia, poi cammina lentamente sulle mani, pur continuando a fissare la superficie d’acqua. Ad un certo punto lo vedo che si sdraia alla velocità di un bradipo, prima sulla pancia e poi pian piano sul fianco sinistro. L’erbaccia urticante attorno a lui quasi lo sovrasta e con il movimento si vedono gli insetti saltare da un filo d’erba all’altro. Lui resta lì immobile per oltre 10 minuti, senza muovere un muscolo, con il braccio destro appena teso sopra l'argine del canaletto ed in mano il retino...
...poi, improvvisamente, come colto da un raptus, fionda la rete in acqua e si alza di scatto appoggiandola rapidamente sul manto erboso. Saltella come un canguro punto da un’ape, nel goffo tentativo di catturare con le mani qualcosa che pare si sia nascosta nell’erba, fino a quando, trionfante, alza le mani giunte, nascondendo delicatamente al loro interno la preda della caccia: una piccola rana.
Un sorriso vittorioso gli si stampa sul viso mentre colloca il suo bottino in un vasetto debitamente preparato. Riprova altre volte con la stessa tecnica precedentemente testata, ma l’esito questa volta sembra essere meno positivo: nessuna cattura, gli animaletti si sono fatti furbi...
La giornata volge al termine e anche il rumore dei trattori ha smesso di accompagnare il brusio della natura. E’ ormai ora di cena.
L'uomo si alza defintivamente, con le braccia rosse dall'irritazione delle piante, rimette lo zaino in spalla e si dirige al parcheggio. Lì c'è una moto ad aspettarlo.

Onestamente, non trovate ridicolo che un uomo di quell’età si comporti come un bambino di 15 anni? A vagare furtivo per i campi, cacciare con mezzi decisamente inappropriati, conciandosi come se fosse uscito da un film di guerra? Il tutto per una rana???!!


Ebbene, quell’idiota ero IO….!!!
Mi sono voluto immaginare in che modo una persona esterna avrebbe potuto valutare il mio atteggiamento... decisamente poco adatto ad un adulto, direi...
...d'altra parte, una promessa è una promessa, e va SEMPRE mantenuta: nel fine settimana in cui Scritch era ammalato, Chihuahua ed io eravamo andati in avanscoperta promettendogli che avremmo catturato qualche rana per la sua teca e la sua ricerca sugli animali: lui è appassionato, li osserva e li coccola con passione.
Invece, constatando la difficoltà di reperimento di esemplari adulti, io e Chihuahua avevamo ripiegato su qualche girino. Scritch l’aveva presa male. Non era felicissimo, si aspettava qualcosa di diverso, di più interessante. Così, colto da un inconcepibile, malsano ed ingiustificato senso di colpa, complice probabilmente la condizione di salute precaria di Scritch, gli ho promesso che in settimana, se fossi riuscito ad uscire un po’ prima dall’ufficio, sarei andato a prendergli un esemplare…. Venerdì sera, abbandonato l'ufficio con 2 ore di anticipo, ero lì, come un cretino, a mantenere la mia promessa.

lunedì 18 maggio 2009

LO SCRITCH POLIGLOTTA CHE RICORDA UN FUMETTO..

Il weekend scorso siamo andati al matrimonio del mio miglior amico, che ha due nipotini quasi della stessa età di Scritch. E’ stato bello vederli giocare insieme tutto il pomeriggio, fare baldoria, confabulare….non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che questi bimbi sono cresciuti in Belgio e che parlano principalmente francese e, soprattutto…. non capiscono l’italiano, così come Scritch non spiccica una parola di francese. Scritch al massimo può solo “intuire” il tedesco, ma certamente non parla francese. Non è la prima volta che capita, che lo vedo interagire con bambini di ligua straniera, è successo altre volte con bambini canadesi, spagnoli e inglesi, ma si sa, i piccoli hanno tutto un loro linguaggio per comprendersi, e quindi non mi sono mai posto il problema di come riuscissero a comunicare. Fino ad oggi…
Chihuahua mi racconta oggi pomeriggio che Scritch, per pura casualità e senza alcuna connessione con il discorso che si stava facendo in quel momento, le ha rilevato un grande segreto:
Mamma, sai che io parlo francese !”
Chihuahua lo osserva con lo sguardo interrogativo domandando
“in che senso?”
“Ti ricordi Anatole e Manon, i due bimbi delle festa? Loro parlavano francese e mi sono accorto che basta togliere l’ultima parola
(intendendo lettera)
per parlare francese. Senti:
Per dire VIENI dici VIEN
Per dire BUONGIORNO basta dire BUONGIORN
Per dirgli MI CHIAMI MANON dicevo MI CHIAM MANON
Per dire VUOI GIOCARE, gli dicevo VUO GIOCHER…"
….

Mi ricorda qualcun altro che aveva la stessa caratteristica... quella di tagliare l'ultima lettera...

sabato 16 maggio 2009

LA CORSA INUTILE CONTRO IL VIRUS



Guardo Scritch mentre dorme. E’ sdraiato a faccia in su sul divano, una coperta lo copre fin sotto il mento, il ginocchio sinistro è piegato e la mano destra è appoggiata dietro alla nuca. Nel braccio sinistro stringe il suo peluche del coccodrillo, il suo preferito. Com’è cresciuto il mio campione. Questa notte l’ha passata nel nostro lettone, tra Chihuahua e me….come ogni volta quando ha la febbre alta.
Ieri pomeriggio i primi sintomi, dopo cena la conferma: febbre a 38,8° in rapida salita. Nonostante ciò la grinta è alle stelle, al contrario dell’appetito. Lo si capisce che non sta bene anche dal fatto che diventa capriccioso e lagnoso, caratteristica che di solito non gli appartiene. Una volta, quando era più piccolo e la temperatura saliva, diventava “coccoloso” e preferiva stare in braccio mugugnando qualche parolina senza senso. Oggi, considerate le misure, non è sempre facile accontentarlo, allora diventa permaloso ed esigente.
Era da molto che non si ammalava più con queste temperature, da quasi un anno siamo riusciti ad evitare l’uso di antibiotici, segno che (a) la fortuna ogni tanto guarda anche da questa parte e (b) che gli anticorpi iniziano finalmente a lavorare come si deve.
Lo corichiamo al solito orario, le nove, con la febbre che sfiora i 39° gradi. Decidiamo di tenerlo sotto controllo. Di solito Scritch sfebbra in una notte (in caso di febbri improvvise dovute a raffreddamenti o altre patologie non virali): verso mezzanotte inizia a sudare, espellendo liquidi e a ridurre la temperatura corporea. Ciò avviene spontaneamente, oppure con la mia collaborazione. In che senso? Nel senso che, quando la temperatura diventa molto alta, lo portiamo nel nostro lettone per controllare costantemente lo stato della febbre, ed in quei casi si appiccica a me ed insieme iniziamo a sudare per il caldo reciproco che ci trasmettiamo. Lui sfebbra, io muoio dal caldo. Solitamente funziona, ma ieri sera no.
Prima di dargli la tachipirina, che gli abbasserebbe sì la febbre, ma non permetterebbe al suo corpo di combattere lo sgradito invasore, cerchiamo di contenere la temperatura con i classici metodi della nonna: pezza fresca e bagnata sulla fronte e calze imbevute di acqua e aceto (ogni tanto solo di acqua) ai piedi. Ciò però significa passare una notte insonne tra verifiche e cambi frequenti, ma la faccio volentieri se basta per evitargli l’uso dei farmaci (che alleggeriscono noi genitori dal compito di vigilare di notte sulla loro salute, ma che al tempo stesso non permettono al fisco dei bimbi di rafforzarsi contro le malattie minori). Ieri notte non c’è stata però scelta: alle 3 si sono superati i 39,5° e così ho passato tutta la notte con Scrtich che vicino a me mi tirava calci, si girava in continuazione, mi smoccolava sul collo parlando nel sonno frasi incomprensibili…sintomi di un delirio? No, certezza che iniziava a stare meglio!!
Nella tarda mattinata visita dalla pediatra e sentenza: Faringotonsillite…bene, ce l’avevamo quasi fatta, mancava solo un mese per arrivare al mitico traguardo di un anno senza antibiotici!!!

…e adesso che è pomeriggio eccolo lì che dorme come un angelo, cercando di recuperare le forze necessarie per la prossima sfida!! L'anno prossimo andrà meglio, vedrai Scritch...

venerdì 8 maggio 2009

CODICE BINARIO


Nel 2005, alla morte del secondo nonno, Nonno A. e constatando che adesso stava certamente in “compagnia” dell’altro nonno, Nonno V., che non aveva fatto in tempo a conoscere,, Scritch mi domandò: “Ma papà, il Nonno V. era tuo papà?” “Sì” “Era un papà bravo?” “Sì” “Giocava sempre con te?” “Sì, quand’ero piccolo faceva il possibile, ma l’ho sempre sentito vicino. Ti sarebbe piaciuto.” “Peccato che non l’ho conosciuto! Com’era fatto?”…

Così, spinto dalla volontà di lasciare a Scritch la possibilità di conoscere in un futuro la sua famiglia, compresi gli elementi che non ha fatto in tempo ad incontrare, circa 2 anni fa ho ripreso la passione di mio padre, che consiste nel creare una “biografia” della nostra famiglia. E’ un modo casereccio per permettere ai nostri successori, qualora ne avessero l’interesse, di scoprire, anche se solo marginalmente e con pochissime notizie, la vita dei propri avi.

E’ un percorso lungo, perché significa recuperare le nostre origini, raccogliere la documentazione sparsa tra i vari parenti, ascoltare i racconti di vita degli anziani riportandoli su carta stampata, ecc..

L’Anno scorso ho iniziato con mio cugino ad indagare a ritroso sulla nostra famiglia, partendo dal paese di nascita di mio nonno e giungendo man mano a recuperare il nome di un mio quadrisavolo nato alla fine del ‘700 e commerciante all'epoca dell'assedio Napoleonico, .
Ho raccolto le lettere che mio nonno, mai conosciuto, scrisse e pubblicò in pieno periodo fascista contro il sindaco del suo comune che, secondo lui, lo obbligava ad iscriversi al partito, utilizzando un linguaggio molto garbato nonostante le aspre critiche rivolte al primo cittadino. Ho così scoperto altre nuove caratteristiche di mio nonno che erano fino ad oggi ancora nascoste nell’ombra.
Ho archiviato le foto sbiadite di mio trisnonno tedesco risalente alla fine dell’800, in cui viene ritratto o in uniforme dell’epoca su un cavallo, o in mezzo alla sua famiglia, o il giorno del suo matrimonio. Riesumando quelle foto ho scoperto che mio bisnonno era stato un pessimo padre, che aveva abbandonato sua moglie e mia nonna in pieno periodo di guerra (la Grande Guerra). Solo ora comprendo il carattere tenace, da Generale, e stoico di mia nonna.
Sto tutt’ora cercando di raccogliere quei ricordi sparsi che i miei zii o i miei nonni di volta in volta mi raccontano, ma questa è un’attività decisamente difficile, soprattutto se si vuole mantenere una certa fedeltà del racconto.

L’altro giorno stavo smistando una scatola che avevo messo da parte una decina di anni fa che avevo recuperato da casa di nonna prima che venisse venduta. Non mi ero mai interessato al suo contenuto…fino all’altro giorno. Quando l’ho aperta, ho scoperto, tra mille cianfrusaglie, le lettere che mio padre scrisse ai suoi genitori durante il suo servizio di leva nel 1959, quando ancora si parlava di una naja troppo seria.
Mio papà mi aveva raccontato quel periodo, a varie riprese e senza mai approfondire troppo il discorso, ricordandolo come uno dei più brutti, ma in quel momento stavo leggendo le emozioni che lui aveva riportato sulla carta, senza più alterazioni dettate dall'offuscamento e dal riadattamento della memoria:

Le prime lettere in cui racconta di trovarsi malissimo in caserma; le successive di qualche mese più tardi in cui chiede al padre di intervenire affinché possa essere avvicinato a casa, perché in lite con alcuni superiori vendicativi; poi quelle di disperazione in cui decide di fare ricorso ad ogni mezzo, tra cui l’estrazione di alcuni denti sani fondamentali per la masticazione, in modo da poter essere mandato a casa per l’impossibilità di potersi alimentare, cosa che invece lo porterà sull’orlo della morte a causa dell’impiego sconsiderato di penicillina a cui lui era allergico. Traspare tutto il dramma vissuto in quei mesi e che invece non aveva “voluto” riportare nei racconti verbali trent'anni dopo. E così ho potuto conoscere un po’ meglio un periodo di vita di mio padre, riportandomelo brevemente in vita.

Però questa ricerca nei secoli mi ha condotto ad un improvviso vuoto. A partire dalla fine degli anni ’90, non ho più materiale da poter raccogliere, se non in forma digitale: al posto delle lettere ci sono gli SMS e le mail (che di solito si perdono), al posto delle foto stampate ci sono i files diligentemente archiviati sul PC (fino all’arrivo del primo virus), al posto della firma c’è la password, i vecchi diari sostituiti dai più moderni blog, ecc…

Vuol dire che tutto quello che posso tramandare a Scritch e ai suoi successori per comprendere chi eravamo gira solo attraverso il codice binario?....

giovedì 30 aprile 2009

TU IMBARAZZATO?!

Scritch è davvero strano: passa gran parte del tempo a fare il buffone con noi per farci ridere, ci fa vedere con orgoglio i suoi “capolavori” e i suoi voti (cercando egocentricamente l’approvazione), vuole che gli stiamo vicini quando legge un libro, ….
E poi, quando gli chiedi di condividere la canzoncina imparata a scuola o le mosse di karatè, si ritrae come un riccio abbassando lo sguardo, si attacca alla gamba come una piovra e mugugna qualcosa che dovrebbe significare un “noooohhh..!”

L’altra sera, all’ennesimo “noooohh….” alla richiesta di farmi vedere cosa dovrà fare alla prossima gara di karate, ho deciso di non desistere. Non riesco a comprendere come un bimbo così estroverso in mille situazioni, che non si lascia intimidire nemmeno quando viene sgridato, poi si nasconda dietro ad una incomprensibile vergogna. Allora mi sono comportato come faccio di solito quando devo snocciolare i misteriosi ragionamenti che si annidano nel profondo del cervello di Scritch. Significa avere molta pazienza, tatto e soprattutto tempo, perché devo sondare la sua mente con tutta la delicatezza del mondo e questo richiede sempre tanto, ma tanto tempo.

Di solito ci buttiamo sul letto, io e lui, me lo coccolo per benino e dolcemente cerco di comprendere le motivazioni che lo portano a comportarsi così. Le mie non sono mai domande penetranti, psicologicamente violente o minatorie. Allora capita che quando si sente pronto per parlare, quando la fiducia riposta diventa davvero cieca, mi stringa forte forte il collo tra le sue braccine lasciandosi sfuggire alcune lacrime liberatorie e mi confessi nell’orecchio i motivi che lo portano a certi comportamenti.
Questa volta però la risposta è stata “non lo so”! Semplicemente “non so perché mi vergogno”... Oibò, e adesso come faccio?

Cambio tattica, gli dico che il motivo per cui gli chiedo di farmi vedere le mosse di karatè è che vorrei imparare anche io a farle, visto che sono una schiappa (gli scappa un sorriso rompighiaccio). Per non trovarmelo nuovamente emotivamente raggomitolato, concordiamo che lui mi dirà cosa devo fare ed io eseguirò (erroneamente) le sue indicazioni, ma siccome denoterà un’eccessiva imbranataggine (“ma papà, tu non fai quello che dico!! Dei fare così!”), pian piano si deciderà, un passo alla volta, ad alzarsi dal letto per affiancarsi a me e darmi la dimostrazione di come si procede correttamente con le mosse.

Conclusione: adesso, ogni sera, Scritch mi chiede: “Papà, facciamo insieme le prove per l’esame di karatè?” Sembriamo il piccolo Davide (bravo) ed il grande Golia (rimasta schiappa) alle prese con le arti marziali.

Solo con papà! Tu,... “ rivolgendosi alla madre, “...vai di là che non ci devi guardare!”… beh… meglio di nulla, no?!

venerdì 24 aprile 2009

L'SMS TRADITORE


Ieri sera mando a Chihuahua il seguente SMS:

E. (il mio capo nonché titolare dell’azienda), con il suo solito comportamento da pirla, si è definitivamente giocato P. (collega 1). Il prossimo, a breve, sarà Gr. (collega 2). A quel punto Gi (collega3) non lo ferma più nessuno. Che ne dici?

Premetto che di colleghi ne siamo in tutto 7 (!!) e che, come da precedenti post, non navighiamo in buone acque.

Non ci sarebbe nulla di strano nella suddetta comunicazione, se non fosse che, dieci minuti dopo, ormai giunto a casa e non denotando alcun commento da parte di Chihuahua, mi si gela il sangue nelle vene…..!!!!!

Ho un vaghissimo sospetto….prendo il cellulare, scorro gli sms inviati e ……..


…..l’ho inviato al mio capo!!!!!!!!!

Ho dato direttamente del PIRLA al mio capo!!!!!!

A Scritch che chiede a Chihuahua il motivo per cui sto urlando “Nooooooooooo!!!” per tutta la casa, lei gli risponde ridendo: “Urla perché papà sa che domani verrà licenziato!!




Epilogo:
Fortunatamente i rapporti tra me e E. sono più che ottimi, tant’è che mi chiama proprio in quell’istante e ridendo mi dice: “Mi hai fatto morire dal ridere, perché era palese l’errore dell’invio. E poi “pirla” mi piace, ha qualcosa di simpatico (lui è napoletano).” Mi ha rinnovato la sua amicizia dicendo che almeno adesso sa come la penso e che crede che io abbia anche ragione…. Ma dove lo trovo un capo simile in giro?!

giovedì 16 aprile 2009

PIOVE, SORRY...COLPA MIA


Ieri sono andato a correre…e oggi piove!
Le due attività sembrerebbero non connesse tra di loro, ma la verità è ben diversa:
Pur essendo alto oltre un metro e ottanta il mio dolce peso ha negli anni abbondantemente superato gli ottanta chili… ehm, vabbè, mi sto nascondendo dietro ad un dito…in verità credo di essere anche oltre i novanta. Non ne ho conferma perché la bilancia da noi è stata bandita da oltre 10 anni, onde evitare psicodrammi (in)giustificati. Eppure dieci anni fa pesavo quasi venti chili in meno, ero un super-sportivo, praticavo attività sportive 5 giorni su sette, anche se fumavo come una ciminiera. Come ho fatto a ridurmi così...?

1998: dopo tanti anni di atletica e pallavolo, le mie ginocchia hanno alzato bandiera bianca, decidendo di infiammarsi ad ogni più piccolo sforzo. Anche passeggiare o stare in piedi diventava una sofferenza. Così ho dovuto abbandonare da un giorno all’altro tutte le attività sportive per dedicarmi per due anni alla fisioterapia in modo da arginare il più possibile i danni che avevo provocato al mio corpo con comportamenti poco rispettosi, cercando di portarlo sempre al limite delle proprie capacità. Poi, già che mi trovavo in piena foga ricostruttiva, ho avuto la brillante idea di interrompere contestualmente anche la mia settennale dipendenza dal tabacco… grande idea…!!!!

1999-2005:… l’impossibilità di scaricarmi con attività sportive ed il nervoso aggiuntivo derivante dall’astinenza da nicotina mi ha portato ad ingurgitare tanto di quel cibo ipercalorico da farmi lievitare subito di 12 chili nei 4 mesi successivi al distacco dal tabacco (oltre ad avermi portato più volte sull’orlo della separazione a causa della mia irascibilità da astinenza).
Inoltre, da allora il lavoro mi ha assorbito progressivamente sempre di più ed il peso in eccesso mi ha reso difficile, dopo due anni di fermo, la ripresa delle più banali attività sportive (corsa e/o bici). Così ho ripiegato per tre-quattro anni sull’apnea che mi permetteva di alleggerire lo sforzo sulle ginocchia. Pur di mettermi di nuovo il bastone fra le ruote la sfiga ha deciso di farmi diventare allergico e così, notando una progressiva ma costante diminuzione delle mie prestazioni sportive (e per uno competitivo ed esigente come me è inaccettabile), alla fine ho dovuto mollare.

2006-2008: Nel frattempo Scritch cresceva e richiedeva sempre più spesso la mia presenza. Ho provato ad iscrivermi in palestra con l’intento di frequentarla nella pausa pranzo, e l’ho fatto talmente convinto che ho sottoscritto un abbonamento con validità di 2 anni e mezzo….ebbene, ci sono andato solo 8 volte… era impossibile coniugare le esigenze lavorative con quelle sportive. Ed alla sera non avevo voglia di sacrificare il mio poco tempo con Scritch per chiudermi in una palestra.

2009: Gli anni volano ed il peso aumenta inesorabilmente, ma quest’anno mi sono guardato e mi sono detto: “adesso basta!!” Stimolato dai post di Tiziano (qui e qui) e dai commenti di Desian, ho pensato: “Bene, anche io voglio e posso farcela!” e dopo una settimana - in cui ogni sera che volevo mettermi in pista qualcosa me l’ha sempre impedito - ieri sono riuscito ad indossare le scarpe da ginnastica e via....
Le aspettative per questa prima uscita dopo tanti anni erano decisamente troppo elevate rispetto al traguardo che il mio corpo mi ha poi realmente permesso di raggiungere, ma tenendo conto che adesso oltre a dover muovore un maggior peso devo anche combattere con un asma che ti taglia il fiato, posso ritenermi abbastanza soddisfatto del mio misero risultato.
Un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo … ”… dopo tanti anni di inattività.


E adesso la sfortuna pur di continuare a mettermi i bastoni fra le ruote, farà piovere per almeno due settimane, in modo che io demorda e non prosegua con i miei intenti…

…scusate per tutta l’acqua che sto tirando e tirerò giù dal cielo, ma questa volta non mollo!! ;-)

mercoledì 15 aprile 2009

SUBMARINE CAMERA


Io sono un appassionato di foto, le faccio ovunque io vada e non mi interessa che siano d’autore, in quanto mi piace immortalare i ricordi nel senso più generale. Infatti dopo i primi anni in cui da sgarsolino pre-adolescente cercavo di fotografare monumenti con determinante angolature o particolari effetti, mi sono reso conto ben presto che così facendo non possedevo foto che ricordassero le persone con le quali avevo visitato le città o avevo passato le vacanze.
E per di più le foto che scattavo io venivano sempre sovra/sottoesposte o rovinate dai turisti o dai piccioni. Mia madre, con tutto il suo tatto teutonico, un giorni mi disse: “quarta ke le foto ke mi stai facento federe le trofo itentike in cvesto o cvel lipro, miori telle tue e kon meno cente! Se fuoi rikortare cvesti luoki ti konfiene ritaiare le foto dal lipro. E poi perkè non mi fai federe chi hai inkontrato in fakanza?”
…e in effetti non aveva tutti i torti …nelle riviste si trovavano ovviamente delle foto migliori delle mie…sigh…e soprattutto quando le raccontavo delle persone che avevo conosciuto, non riusciva a crearsi l’immagine della persona perché non la vedeva su nessuna foto.
Deluso dai risultati fotografici e soprattutto essendo un accanito nostalgico (nel senso positivo e non depressivo) e maniacale collazionatore di ricordi, ho iniziato ad immortalare i momenti, a scapito dei monumenti.
Abbandonata la reflex professionale a pellicola (ormai preistoria) con la quale ho immortalato i primi anni di Scritch, sono passato ad una più pratica e piccola fotocamera digitale da 6 megapixel.
La gioia è durata un mese e mezzo. Il tempo di comprendere il funzionamento della macchina e di partire per le vacanze estive. Ci trovavamo al mare. Dopo una breve escursione su un’isoletta deserta che ci aveva cotti a puntino torniamo verso la barca che ci attende e decido, ingenuamente, di chiedere a Scritch, ormai quasi cinquenne che si trovava sull’imbarcazione, di tenermi la macchina fotografica il tempo necessario per fare un micro-tuffo rinfrescante. Non faccio in tempo a girare la testa per immergermi che vendo con la coda dell’occhio un piccolo oggetto cadere silenziosamente nel mare... PLUFF!.....1...2…3…4 secondi… due rapide bracciate e raccolgo la macchina che stava nel frattempo nuotando a 15 centimetri sotto il livello del mare. “Dai che l’ho preso in tempo” penso candidamente, ma quando intravedo l’acquario galleggiare all’interno del display mi rendo conto che forse le mie aspettative erano mal riposte. A nulla servono i successivi interventi di recupero… la macchina è morta, ma riusciamo a salvare le foto.
Essendoci trovati comunque bene con quella macchinetta decidiamo ostinatamente di prenderne subito una nuova ed identica. Però questa volta ci concediamo un gadget aggiuntivo: memori dell’ultima esperienza marina e volendo finalmente sperimentare la fotografia sotto il livello del mare (essendo stato in passato un apneista), acquistiamo una custodia subacquea progettata apposta per quella macchina fotografica (non esistono più le custodie universali di una volta!!), che costa anche di più della macchinetta, accidenti!
Altra vacanza, altro mare, un anno dopo stessa scena: dopo una settimana in cui utilizziamo a tutto spiano il nuovo involucro, con la stessa esaltazione irrefrenabile di un bimbo con il suo gioco preferito, una mattina mi distraggo preso dalla convinzione di essere ormai esperto nel maneggiare la custodia: decido di provare un altro orario per valutare l’effetto fotografico sui colori dei pesci, mi tuffo in acqua e dopo una ventina di metri passati a pinneggiare e a cercare soggetti interessanti, mi immergo, prendo la macchina con entrambe le mani, punto il soggetto e … resto spiazzato per qualche secondo: “come mai non si accende la macchina? Cos’è questo riflesso strano dentro la custodia?!….Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!.....” Era acqua...

Riemergo, ma so già che sarà tutto inutile. Detto, fatto, appena estraggo la macchina dalla custodia allagata quanto il Titanic, vedo un fiumiciattolo uscire dall’angolo della fotocamera. La mia espressione inebetito, la mia mente vuota, una lacrimuccia scenda dall’angolo del mio occhio…
… non ho il coraggio di dirlo a Chihuahua…

...due estati, due macchine fotografiche… è troppo anche per lei, ma non ho alternative. Mi becco la mia razione di ramanzina (teh, ciapa e porta a cà!)… è colpa mia, avevo probabilmente chiuso male la custodia senza verificare se era stagna.
Ferito nell'orgoglio, non demordo. Torno dalle vacanze e ricontatto il mio rivenditore che ormai mi ha inserito tra i suoi fedelissimi. Siccome la custodia è costata più della macchina fotografica, ho l’esigenza assoluta di trovare una camera compatibile…non ce ne sono… o la solita o nulla!! E vada per la solita, per la terza volta di fila!!
Non se ne trovano più in giro, sono fuori produzione!”, mi dice l’Amico.
‘Azz!!! E mò?!
E cambiare tutto l'ambaradan?” mi consiglia l’Amico cercando di non far trapelare alcun secondo fine…
No, non posso, e soprattutto non voglio. Così inizia l’odissea che durerà ben 9 mesi (un parto) alla ricerca del mio “tesssoro” e finalmente trovo su un sito semi-sconosciuto l’unica macchina fotografica del mio modello esistente al mondo.
Ho fatto l’ordine a fine marzo, la consegna è prevista tra oggi e la fine di aprile (ma me la portano con un container via mare?!). Speriamo….sono 9 mesi che fotografo con il cellulare, e la qualità delle immagini ne risente... che l'odissea sia finità?


Alcune considerazioni:
La cosa che mi ha lasciato più perplesso da questa situazione, oltre alla sfortuna ripetitiva e ricercata di vedere annegare per ben due volte la macchina fotografica nei mari corallini, è la rapidità con cui i prodotti vanno e vengono sul mercato. E’ mai possibile che una macchina fotografica, appena messa sul mercato con ottime prestazioni, dopo neanche due anni sia già un ferrovecchio introvabile e senza possibilità di riparazione?
Inoltre, creando gadgets sempre più personalizzati (ergo carissimi) o prodotti solo per specifici articoli, si incorre nel rischio di doverli sostituire anche quando essi sono ancora perfettamente funzionanti, con ingenti ed inutili esborsi economici. Questa economia così consumistica inizia a correre un po' troppo....