Con questo post so già che mi tirerò dietro molte critiche, ma credo di aver comunque agito per il bene di mio figlio...
Facendo i compiti con Scritch ho sfogliato il suo quaderno di italiano ed ho letto un pensiero che aveva scritto in classe.
Il titolo: Tu ti senti protetto quando....
La risposta mi colse impreparato...
"Mi sento protetto dalla Nonna, perchè quando vado al mercato, quasi tutte le volte mi perdo perchè loro (noi genitori) si allontanano ed io ho paura".
Prendendo l'affermazione con il giusto peso, quindi senza drammatizzare, mi soffermo però sul contenuto di quanto letto. Le poche righe mi hanno lasciato abbastanza basito e stranamente confuso. Non tanto perchè avesse scelto la figura della Nonna rispetto a noi, ma quanto per il fatto che afferma di perdersi in nostra presenza, mostrando una "bizzarra" paura mai comunicata prima.
Ho chiesto gentilmente a Scritch di leggermi ciò che aveva scritto e dopo aver terminato l'ho pregato di spiegarmi con parole sue il pensiero che lo aveva portato a raccontare quelle cose. La mia domanda nasce dal fatto che Scritch sarà andato 1, forse 2 volte con la Nonna al mercato e dall'oggettiva constatazione che con noi non si è mai perso nei luoghi pubblici.
Scritch sorridente ed euforico mi rassicura subito che oltre alla Nonna, si sente protetto anche da me e da Chihuahua, anche se non l'aveva scritto perchè "non c'era abbastanza spazio", ma poi... arriva la mazzata...!!
"Ma noi non ti abbiamo mai perso di vista quando siamo andati nei luoghi affollati, perchè dici invece che ti perdi e che non ti senti protetto con noi?" gli ho chiesto con tutta la dolcezza possibile, per non farlo sentire sotto inquisizione.
"No, una volta è successo, ero con te, papi, non ricordi?!"...
...Brivido gelato lungo la schiena!!...
Qualche anno fa avevo fatto con Scritch la medesima cosa che avevano fatto i miei genitori con me; e siccome su di me aveva avuto un effetto decisamente utile e "vitale", ero convinto che potesse insegnare a Scritch la stessa cosa che avevo appreso io.
E' estate, siamo al centro commerciale, semivuoto, soli, io e lui.
Scritch ha il vizio, come tutti i bambini, di distrarsi continuamente senza mai verificare se i gentiori siano in zona. Così, dopo avergli ripetuto decine di volte "Forza, vieni..!", "Dove stai andando, sono qui..!" e "Guarda che ci perdiamo...!" ho voluto preparare e verificare le reazioni di Scritch ad un eventuale smarrimento. No, non è perfidia, sadismo o incoscienza, si tratta di un'estrema precauzione, nell'eventualità (che mi auguro non accada MAI!!) che ci dovessimo separare in un luogo affollato e non ritrovare. Infatti non credo che SPERARE che ciò non accada sia la soluzione migliore per risolvere la situazione nel momento in cui POSSA realmente accadere. Credetemi, non l'ho fatto con il sorriso sulle labbra, ma con l'ansia nel cuore...
Ebbene, dopo aver preso Scritch, essermi assicurato che avessi la sua completa attenzione, gli ho detto: "Ascolta, se ci dovessimo perdere, non avere paura, tu vai da una signorina vestita così (indicando la veste del personale del centro commerciale) e dille che hai perso il papà e se può contattarmi. In ogni caso, tu non uscire per nessuna ragione dal centro commerciale, ne da solo ne con qualcuno, e fatti accompagnare lì (indicando il punto informazioni). Così io saprò dove poterti ritrovare." Avuto conferma dell'avvenuta destinazione dell'informativa, abbiamo ripreso il giro e dopo l'ennesimo "Forza, seguimi..." mi sono reso invisibile, pur tenendolo SEMPRE sott'occhio. Scritch ci ha messo ben 2 minuti per rendersi conto che non ero più in zona, e dopo una breve ricerca con lo sguardo nell'area circostante, l'ho visto incamminarsi tranquillamente verso il punto d'informazione, continuando a guardarsi attorno. Poi ho notato come si è avvicinato ad una ragazza chiedendole di aituarlo a cercare il papà. Io, che l'avevo sempre seguito, nel frattempo gli ero già alle spalle, pronto ad abbracciarlo con un grande sorrisone.
Lui si è girato e con tutta la tranquillità di questo mondo mi ha candidamente detto: "Ti avevo perso, ma ho fatto come mi avevi insegnato tu! Sono stato bravo?".
"Sei stato bravissimo, ed infatti hai visto che ci siamo ritrovati.".
Non gli ho mai detto di averlo fatto apposta, perchè non deve essere preso come un gioco! Poi l'ho fatto riflettere su ciò che era accaduto e da allora ogni volta che andiamo in un luogo pubblico gli chiedo di dirmi quale posto devo ricordarmi per andarlo a prendere se dovesse perdersi (questo anche per insegnargli il senso d'orientamento). Io ero felice ed orgoglioso per come aveva reagito il piccolo e da allora non se n'è mai più parlato...
Fino all'altro giorno...
Il mio gesto, pur sembrando folle, avrebbe dovuto aiutarlo a crescere, come fece con me: quando ero piccolo siamo andati con la mia famiglia, i miei zii ed i cugini al Mercato delle Pulci di Francoforte. Gira che ti rigira, nella calca di gente noi ragazzi ci troviamo irrimediabilmente separati dagli adulti. Lontani da casa in un città sconosciuta, mio cugino, di un anno più grande, inizia a piangere dalla paura, io e mio fratello invece, "addestrati" per anni a quell'eventualità, abbiamo preso i cugini per mano e ci siamo diretti tranquillamente al punto d'incontro prestabilito. Dopo qualche minuto sono giunti anche gli adulti e tutto si è risolto.
Perché non ripetere il medesimo percorso educativo anche con Scritch in un ambiente controllabile come un centro commerciale deserto? Che abbia sottovalutato qualcosa? Non riesco a valutare quanto ne abbia realmente sofferto o in che modo lo possa aver colpito, ma al tempo stesso non credo di aver sbagliato perche credo che coprirlo costantemente con una campana di vetro (come fa appunto la Nonna, che oggi lo “protegge”, ma domani, quando sarà più grande, lo “assillerà”…) lo possa far crescere e fargli comprendere l'importanza di non perdere il controllo delle situazioni e soprattutto l’attenzione su ciò che gli accade intorno, evitando così il panico (nostro in primis!!).
"Mi sento protetto dalla Nonna, perché quando vado al mercato, quasi tutte le volte mi perdo perché loro si allontanano ed io ho paura".
Mah…va bene che i bambini in questi mini-temi scrivono cose dell’altro mondo (che se venissero presi per veri, credo che più della metà dei genitori perderebbe l’affidamento), ma fanno in ogni caso riflettere…